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Sat19052012

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Frattaglie contro Alitalia: blitz degli ex Argol

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Disperazione e rabbia per i 76 dipendenti della Argol, che vedono il proprio futuro sempre più nero. «Abbiamo svuotato i nostri armadietti e da oggi siamo in mezzo ad una strada: che cosa darò d'ora in poi da mangiare ai miei quattro figli, due dei quali disabili?». Lo ha detto all'aeroporto di Fiumicino Alessandro, di Roma, uno dei 76 lavoratori Argol da domani licenziati. «La nostra vicenda è l'apripista della macelleria sociale a Fiumicino - ha aggiunto - dopo la nostra verranno altre situazioni analoghe che coinvolgeranno, con il mancato rispetto della clausola sociale, altre aziende e quindi altri lavoratori saranno mandati a casa». E stamattina negli uffici dell'Alitalia, è scattato il blitz degli ormai ex dipendenti. Una trentina di loro infatti, reduci da un incontro poco produttivo ieri in Regione, e colti da sentimenti di delusione e rabbia, avrebbero lanciato sui vetri e sull'ingresso frattaglie di animali e secchi di sangue. Hanno inoltre invocato i nomi dei vertici Alitalia scandendo a più riprese «Vergogna, vergogna». «Sangue e frattaglie contro la Cai. - ha spiegato Fabio Frati, della Cub-Trasporti - Alla macelleria sociale condotta nei confronti dei 76 lavoratori rispondiamo oggi riportando al legittimo proprietario gli scarti con cui sta cospargendo il settore aeroportuale». «Alitalia ieri non si è presentata alla Regione. - ha ribadito Antonio Amoroso, sempre della Cub - La proposta di aprire un tavolo sulle regole non ci soddisfa: intanto però i lavoratori stanno a casa con l'offerta della cassa integrazione per un anno ma con il rischio che il governo non la finanzi». Un blitz che, grazie all'intervento della Polizia, è durato pochi minuti. Ma la protesta andrà avanti.

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