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Ultimo viaggio a impatto zero

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FIUMICINO. Si può scegliere un funerale ecologico come estremo atto di pentimento nei confronti dell'inquinamento prodotto durante la propria esistenza. Oppure come forma per garantire al proprio caro un ultimo saluto con tutti i crismi del caso, ma comunque più economico rispetto alle tecniche tradizionali. Fatto sto che la tendenza dei green funeral, esplosa in Gran Bretagna, sta contagiando anche l'Italia e sono sempre di più le persone che scelgono di compiere l'ultimo viaggio a impatto zero. I primi funerali ecosostenibili si sono svolti a Venezia, dove la ditta Pagliarin ha recepito per prima le indicazioni foprnite dal Comune della laguna. «L'amministrazione comunale – spiega Andrea Savoldello delle onoranze funebri Pagliarin – ha chiesto soluzioni meno inquinanti e noi eravamo già pronti a muoverci in questo senso per chi chiedeva di essere cremato, tanto che abbiamo anche urne cernerarie di mais. E a quel punto abbiamo pensato alla bara di cartone verniciato per le inumazioni. Questo sistema consente di emettere meno Co2 e meno gas inquinanti nell'atmosfera». La natura sta meglio e chi deve pagare la fattura risparmia fino a un terzo del costo finale calcolato con le bare di legno verniciato abete, pino, rovere, noce e ciliego. Dalla fine di gennaio la storica società veneziana, con un oltre un secolo di attività alla spalle, ha già celebrato oltre 20 funerali a impatto. «La nostra è una realtà provinciale – continua Andrea Savoldello – è l'impatto visivo poteva essere un problema per i cari del defunto. Ma il problema è stato risolto con drappi e fiori. E poi le bare a impatto zero non sono certo di cartone grezzo. Le casse, infatti, sono rivestite con un foglio di cellulosa sul quale si può stampare l'immagine che si preferisce e renderlo perfettamente somigliante alla quercia, al frassino e al ciliegio. Sempre di cellulosa, poi, sono realizzati anche i nastri adesivi che chiudono il contenitore». I cittadini di Venezia, comunque, hanno subito risposto bene e superato lo stereotipo della povertà i green funeral stanno diventando la norma, per la gioia di tutte le parti in causa quando bisogna organizzare l'ultimo viaggio della persona amata. Anche perché di svantaggi non ce ne sono: l'impatto sull'ambiente è nullo, sia in caso di cremazione che di inumazione, chi deve pagare risparmia parecchi soldi e l'impatto visivo delle bare è dei milgiori. Ma non è ancora finita qui: «A breve il Comune autorizzerà lo spargimento delle ceneri in mare, 700 metri a largo delle bocche di porto – conclude Andrea Savoldello – e noi siamo già pronti con un'urna in derivati di masi e una barca d'altura che deve essere solo allestita con i drappi neri e gli spazi per l'ultimo saluto alla salma».

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