Cimiteri bombe ecologiche a tempo
NETTUNO. I green funeral all'inglese possono aspettare. Nonostante l'impatto che le bare possono avere sull'ambiente e le novità arrivate dall'estero, il Mare di Roma ha tutta l'intenzione di mantenere vive le tradizioni per l'ultimo addio al caro estinto.
Eppure un classico cimitero a inumazione, secondo uno studio della Federazione europea dei servizi funerari, è equivalente a una discarica urbana di materiale organico. A mettere a rischio il suolo e le falde acquifere dei luoghi della sepoltura, ci sarebbero inquinanti come la formaldeide (utilizzata per fermare il processo di putrefazione) insieme a cloruro, ammoniaca e carbonio sprigionati dalla decomposizione stessa. Eppure le onoranze funebri della zona hanno le idee chiare: bare di cartone? Qui da noi sono un'utopia. Lo confermano per primi dall'agenzia Nicola Perci di Nettuno. «Quel genere di casse - spiegano - si possono utilizzare per spostare le salme da un loculo all'altro del cimitero durante i trasferimenti. Al massimo potrebbero attecchire nelle cremazioni, dove comunque le salme vengono bruciate assieme alle bare. Ma la maggioranza delle persone preferisce utilizzare le casse tradizionali per i funerali, anche nella convinzione che le bare di cartone potrebbero far pensare ad una mancanza di rispetto nei confronti del defunto. E nessuno vuol fare brutta figura». Stesse parole utilizzate dai responsabili delle onoranze funebri Lorenzetti, di Fiumicino. «In zona le bare ecologiche sono off-limits. Anche i funerali più economici vengono fatti con bare di legno e zinco. Poi è chiaro che in altri paesi dove è più sviluppata la tradizione della messa in terra dei defunti, un sistema di bare di cartone potrebbe prendere piede più facilmente». E alla base della scelta di andare avanti con le casse tradizionali, ci sarebbero anche una serie di motivi puramente tecnici. «Nei fornetti - spiegano dall'agenzia Sorio e Godente, di Anzio - è quasi indispensabile utilizzare le bare in legno fuori e zinco dentro, perché garantiscono la giusta ermeticità col passare del tempo, evitando spiacevoli inconvenienti. Poi è chiaro che in altri contesti le scelte possano essere diverse». Come nel caso delle cremazioni, in costante aumento negli ultimi anni, a detta di tutte le agenzie di onoranze funebri interpellate. Si è passati velocemente da uno scarsissimo 2% di un paio di anni fa, quasi a sfiorare il 20% tra il 2010 e l'inizio del 2011. «Mediamente – chiariscono dalla Lorenzetti di Fiumicino – faremo un centinaio di cremazioni l'anno». «Chi sceglie questo genere di saluto per un suo caro, lo fa con consapevolezza - spiegano dall'agenzia Nicola Perci di Nettuno - perché oggi come oggi una cremazione costa quasi quanto un funerale tradizionale».
© La riproduzione dei contenuti è riservata.


