Hanno la faccia meravigliosa di chi non è più bambino ma ci metterà ancora un po' a diventare grande. Sono gli adolescenti di Ostia, tra gomme da masticare, sigarette fumate di nascosto, Facebook sul cellulare con post del tipo «in mezzo alla manifestazione..» e zaini leggerissimi in spalla, sfilano per tutto il Municipio.
Tra slogan che decretano la paura del futuro «Noi la crisi non la paghiamo....», o mirano a un sogno ormai impossibile «Noi non li paghiamo mille euro al mese, queste case ce le siamo prese...». Sfilano pacifici, sorridono, scattano fotografie. Saranno 500 o forse più, e rappresentano sei scuole diverse : Anco Marzio, Labriola, Enriques, Toscanelli, Faraday e Democrito. Qualcuno sfoggia una chefia (troppo recente anche per i loro genitori), qualcun altro ha più brufoli sul volto che peli di barba, ma tutti, nessuno escluso, dimostrano di avere le idee chiare. Chiedono lumi sul futuro del loro quartiere: «Siamo pienamente convinti - spiega Alessia - che le periferie delle grandi città siano state colpite in pieno da tali provvedimenti: in un quartiere come Ostia e il suo entroterra (Infernetto, Dragona, Dragoncello, Acilia, Ostia Antica, Axa, Casal Palocco), in cui vivono migliaia e migliaia di giovani, sono totalmente assenti e represse le possibilità di socialità e aggregazione, costringendoli a vivere quotidianamente e sulla propria pelle un contesto di disagio che si traduce molto spesso in dispersione. Intanto, i progetti del Comune di Roma - aggiunge Fabrizio - si concentrato sulla costruzione di isole artificiali, qualificazione del centro storico, lottizzazione del lungomare, costruzione di un Auditorium ad Acilia, allargamento del Porto Turistico di Roma (grazie a quest'ultimo sono state sgomberate oltre 35 famiglie dall'Idroscalo ndr). Progetti pensati dall'amministrazione cittadina per riempirsi le tasche di commercio e turismo durante i mesi estivi, speculando sulla pelle dei cittadini e delle cittadine, e tentando in ogni modo di reprime l'altra Ostia: un quartiere giovanile continuamente nel mirino di imprenditori e palazzinari, che necessita di spazi autogestiti di liberazione sociale e culturale, spazi come il teatro del Lido occupato e l'ex chiesetta occupata, strappata alla speculazione da studenti e precari e sgomberata dalla giunta Vizzani nel maggio 2009». Il corteo prosegue, tra felpe colorate, sorrisi e qualcuno che si tiene per mano. Sono gli adolescenti di Ostia, il futuro di questo quartiere, e mentre sfilano cantano in coro: «Noi la crisi non la paghiamo... noi la crisi non la paghiamo...».


