Reporter News

Sat19052012

Ultimo Aggiornamento11:03:44 AM GMT

Indietro Turismo Notizie di Turismo A Belfast per rivivere il mito del Titanic

A Belfast per rivivere il mito del Titanic

  • PDF
belfast-day-trip

Belfast fa capolino in fondo all'imbuto di sabbia trascinata in mare dal Lagan. E sul mare ha costruito il proprio mito.

Beal Feirste, l'attraversamento del banco di sabbia, è il nome gaelico che ha dato origine alla capitale dell'Irlanda del Nord, nata come approdo per le navi vichinghe nel XII secolo e cresciuta tra l'oceano, il fiordo e il fiume fino a raggiungere gli attuali 280mila abitanti. Il gigantesco e modernissimo ponte in ferro che attraversa la foce del Lagan fa da cornice all'ingresso del porto. Sansone e Golia, le gigantesche gru giallo canarino destinate a sollevare container e merci fanno da contraltare ai vecchi cantieri navali in mattoni rossi e con il tetto in piombo. Nel più grande è stato costruito addirittura il Titanic. A 100 anni dal naufragio del transatlantico i cantieri della Harland&Wolff sono stati trasformati in museo. Il Belfast Titanic Center verrà inaugurato il 31 marzo prossimo. Con l'aiuto della moderna tecnologia si potranno ripercorrere le tappe della progettazione, il varo, il viaggio inaugurale, finito in tragedia il 14 aprile 1912, del Titanic. Con tanto di effetti sonori, pavimenti che si muovono e grida al momento del naufragio. Nove le gallerie che raccontano la storia del Titanic e delle gemelle Olympic e Britannic. Le storie, i volti dei protagonisti della vicenda accompagnano i visitatori, dal barbuto comandante della nave, Edward Smith, all'amministratore delegato della Harland&Wolff, Thomas Andrew, che ha scelto di colare a picco con 1.500 passeggeri nell'Atlantico quando si è reso conto degli errori del progetto. Per gli appassionati non manca il ristorante di prima classe del transatlantico ricostruito in ogni dettaglio, dove si potrà assaggiare il Menù del Titanic. Il museo è costato tre anni di lavori e 97 milioni di sterline. Belfast vuole diventare la capitale del turismo e far dimenticare i Trouble, gli scontri tra cattolici e protestanti che ne hanno insanguinato le strade dal 1969 fino al 1998. E così ha trasformato in attrazione anche i quartieri un tempo "bollenti". Falls Road, roccaforte dei cattolici, e Shankill Road, fortino degli orangisti, sono ora visitate dai turisti che ne ammirano i coloratissimi murales, ognuno con i propri eroi: Bobby Sand, morto in carcere 31 anni fa dopo un lunghissimo sciopero della fame, sognando un'Irlanda libera dal dominio britannico, e Oliver Cromwell, simbolo della repressione inglese. La statua in bronzo della Regina Vittoria di fronte al Municipio ricorda chi sia ancora comandare, ma il processo di pace è ormai avviato. Nei pub di Belfast non è più la politica ad animare i dibattiti ma la voglia di ricostruire la città, un tempo leader nella cantieristica navale e nella lavorazione del lino. Le antiche fabbriche sono ora musei, pub, centri commerciali. Il castello medioevale costruito dal normanno John de Courcy, rinato dopo l'incendio del 1708, è tappa obbligata alla scoperta delle radici di Belfast, così come i fortini preistorici lungo le sponde del lago che l'abbraccia e la protegge.

 

Arturo Benetti

(foto tratte dal web)

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

© La riproduzione dei contenuti è riservata.